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In un era in cui si fa un gran parlare di riqualificazione urbanistica, di rilancio del commercio, di fare impresa, di fare sistema, di valorizzazione del prodotto in vendita, di piano di colore e di decoro. In un era in cui proliferano belle parole come "merchandaising, marketing territoriale, Centri naturali commerciali. In un era in cui vi è il festival dei premi: Accoglienza, La più bella Vetrina", etc..
Insomma, in un era in cui si parla seriamente, ci si impegna, ci si attrezza ad alzare veramente i livelli della qualità della vita e della "piccola economia" locale ( nulla a che fare con i grandi centri commerciali), cosa accade per le vie della città? Accade sempre di inciampare tra i
"bisogni" dei poveri cani. Poveri loro, certo. Perchè la responsabilità di tale disdoro sui marciapiedi cittadini è solo ed esclusivamente dei signori padroncini che non hanno l'accortezza di munirsi di paletta e sacchetto. Stiamo facendo appello, per l'ennesima volta, al senso civico dei siracusani. Scarso senso civico, ahinoi!
A lanciare l'ennesimo grido di allarme stavolta sono gli esercenti del Ce.Na.Co., il Centro Naturale Commerciale CE.NA.CO.. Un coro di protesta (oltre cento associati) che lamentano le nefandezze, perchè non possiamo più chiamarle a questo punto "distrazioni", di coloro i quali portano a spasso cani per le vie del CE.NA.CO. senza curarsi dell'igiene pubblica e del senso di decoro. Senza aver rispetto per la gente che passeggia e che, sciaguratamente affonda nella "pozza" maleodorante la scara. Senza aver rispetto per i commercianti che in tutti i modi cercano di conferire dignità a quell'angolo di città commerciale che è Via Tisia, Via Pitia, Via Sen. Di Giovanni, Largo Dicone, Via dell'Olimpiade, Viale Zecchino, Viale Tica, Viale Polibio e dintorni.
L'ultimo "rinvenimento" risale a qualche giorno fa proprio sul marciapiede del negozio "Moda & Mode" di via Tisia. "Sono arrivato come ogni mattina davanti al negozio -
"Siamo alle solite -
Ai cittadini padroncini di cani e gatti, dal senso civico ed ambientalisti doc, l'ardua sentenza.